Lavoro: Mamma ho preso l’aereo! Sempre più giovani decidono di partire

Un uomo è fatto di scelte e delle circostanze. Nessuno ha potere sulle circostanze, ma ognuno ne ha sulle sue scelte“.

Eric-Emmanuel Schmitt

E si parte ancora. Ci si spinge fuori. Lontano. Superando i confini e le paure. E ci si aggrappa un po’ a tutto: gioie, sogni e tentennamenti. E che sia per spostamenti periodici, permanenze temporanee o definitive, poco importa: abbandonare tutto ed andare altrove – almeno all’inizio – fa sempre uno strano effetto. Sia per chi parte, che per chi resta.

Un peso non indifferente ce l’avranno sicuramente avuto loro: la crisi e il conseguente ristagno economico, nonché occupazionale. Intanto, tra una fuga obbligata e la voglia di riscatto, dall’Italia si fugge ancora. Tantissimi gli italiani che decidono di dare una svolta alla propria vita, allontanandosi dai confini nazionali per cercar di far fortuna altrove, o molto più semplicemente per trovare una degna realizzazione professionale.

All’enorme attenzione rivolta dai media e dall’opinione pubblica in merito ad una questione tanto delicata, come l’immigrazione in Italia, non è mai seguita una considerazione altrettanto diffusa di un altro fenomeno migratorio – ugualmente importante – che ha per protagonisti gli stessi cittadini italiani, in particolar modo i giovani. Negli ultimi tempi, alla crescente mobilità interna – per intenderci, quella interregionale –  è seguito un notevole aumento degli espatri, soprattutto da parte di giovani. Anzi, se si considera ultimo anno circa il 41,3% degli espatri ha riguardato giovani di età compresa tra i 25 e i 39 anni.

Dal 2006 al 2017 la mobilità italiana è aumentata del 60,1%. Si pensi che, al 1° gennaio 2017 gli italiani residenti fuori dei confini nazionali e iscritti all’AIRE – Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero – erano ben 4.973.942: circa l’8,2% degli oltre 60,5 milioni di residenti in Italia, alla stessa data. Ma dove si va? Tra le destinazioni considerate dagli italiani più appetibili per l’espatrio, il Regno Unito e la Germania che registrano un primato assoluto tra tutte le altre mete. Seguono, poi, la Svizzera, la Francia, la Spagna e gli Stati Uniti.

Le ragioni che spingono ad emigrare? TANTISSIME! Dalla volontà di mettersi in gioco alla possibilità di fare nuove esperienze ed amicizie. Ma, senza dubbio, una delle ragioni che può avere un certo peso in questa scelta di vita, è la possibilità di apprendere una nuova lingua, ma soprattutto di trovare un lavoro soddisfacente.

Emigrare diventa così la diretta risposta ad una condizione di generale sfiducia e frustrazione per un sistema che lascia, ancora, troppo poco spazio ai giovani. Ed è così che, per molti di loro, trasferirsi per studiare o per lavorare all’Estero diventa un’opportunità unica, grazie alla quale poter acquisire nuove conoscenze, ma soprattutto per poter finalmente aspirare ad un futuro lavorativo più stabile ed economicamente più gratificante. Nonché in linea con le proprie aspettative.

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NatiPrecari ancor prima di essere un blog di approfondimento ed progetto editoriale è un dialogo. Un dialogo costante ed in continuo divenire su un mondo, quello del lavoro, all'interno del quale la precarietà (così come il caos) la fa ormai da padrone. Ed è proprio per la costante evoluzione di questo mondo e dei suoi protagonisti, i giovani, che ogni parola, ogni voce, ogni singola storia che noi raccogliamo ha il dovere, oltre che l'obiettivo primario, di portare alla luce questa condizione che è sotto gli occhi di tutti ma che, nonostante ciò, fatica ancora ad essere presa in reale considerazione. Ebbene sì, siamo Nati Precari ma non molliamo la presa! La speranza è di riuscire a mettere a frutto i nostri anni di studio, le nostre inclinazioni, le nostre esperienze, le nostre competenze, e a realizzare i nostri sogni. Come quello di avere un lavoro degno di essere definito tale!

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