Salari e costo della vita, un’equazione difficile a cui però nel corso degli anni si è cercato in qualche modo di trovare una soluzione. Per un periodo della vita della Repubblica un rimedio fu la scala mobile.
Ma cos’era e come funzionava?
Il meccanismo della scala mobile era semplice, per contrastare la diminuzione del potere di acquisto, causato dall’aumento del costo della vita, gli stipendi subivano automaticamente un aumento in seguito ai rincari. Fu introdotta in Italia nel 1945, in seguito ad un accordo tra Confederazione Generale dell’Industria italiana – Confindustria – e la Confederazione generale del lavoro – CGIL- e fece sì che l’inflazione – il rincaro dei prezzi – non pesasse sui salari, gli aumenti di stipendio differenziano per età genere e mansione. Sei anni più tardi nel 1951 fu stabilito il meccanismo del punto di contingenza, vale a dire l’aumento salariale che veniva corrisposto quando si determinava un aumento del costo della vita, con valori che cambiavano a seconda della qualifica, età e genere.
I controlli sui prezzi avevano cadenza trimestrale e venivano effettuati su un paniere di beni, cioè su una serie di beni di consumo largamente usati dalla popolazione. Un’altra modifica alla scala mobile si avrà poi nel 1975, anno in cui si stabilì l’unificazione del punto di contingenza. Se fino a quel momento gli aumenti di salario dipendevano dalla mansione svolta, dopo il 1975 si optò per un aumento unico salariale. Le modifiche che furono apportate alla scala mobile furono anche il segno di quegli anni, le mobilitazioni operaie, gli scioperi e le lotte di classe.
Il finire degli anni 70 portò ad un lento ridimensionamento della scala mobile, l’omicidio Moro e il clima d’incertezza della politica italiana segnarono il lento declino di questo strumento economico.
Nel 1984 con il “Decreto di San Valentino” la Scala mobile fu tagliata di 3 punti percentuali dal Governo Craxi, al decreto nel giugno dello stesso anno seguì la conversione in legge e contro questa il Pci -Partito comunista italiano – di Enrico Berlinguer propose un referendum abrogativo, che si tenne il 9 e 10 giugno dell’anno successivo. Alle urne si recarono il 77,9% degli italiani a vincere furono i NO con il 54,3% degli elettori, il taglio quindi restò.
Nel luglio di sette anni più tardi, il Governo presieduto da Giuliano Amato decise per l’abolizione definitiva della scala mobile, fu quindi introdotta l’indennità di contingenza, che però dal 1992 non subisce nessun aumento.
