Università, sogni e lavoro: un trinomio spesso complesso e complicato

L’università: percorso lungo e tortuoso, costellato di sacrifici, impegno e dedizione. Il trampolino per la realizzazione dei propri sogni, lì dove tutto è possibile, ma è veramente così? Per la rubrica Storie di vita precaria abbiamo intervistato Giusy, laureata in Scienza della Mediazione Linguistica all’Università di Torino, con il sogno per l’insegnamento. 

Hai mai trovato lavoro nel tuo settore?

“A me piacerebbe lavorare nell’insegnamento. L’idea sarebbe di diventare insegnante di italiano per stranieri alla magistrale. Questa idea mi è venuta grazie ad un corso che sto seguendo all’università. Attualmente tutto questo resta solo un sogno nel cassetto, in quanto non per il momento non sono riuscita a realizzarlo”.

Che lavori hai fatto nel frattempo?

“Ho svolto vari lavori. All’esperienza del Servizio Civile è seguita quella come insegnante per il doposcuola. E proprio questa esperienza mi ha fatto venire la passione per l’insegnamento. Dopo ho svolto un tirocinio extracurriculare di 7 mesi presso un’azienda che aveva rapporti con l’estero, soprattutto con la Germania. In questo caso, il mio lavoro era prevalentemente di traduttrice, ci si occupava di esportazioni di prodotti per l’abbigliamento”.

Nella tua città credi ci sia la possibilità di trovare lavoro?

“Nella mia città, Asti, credo sia difficile trovare lavoro. Si tratta di una piccola cittadina ed è quindi difficile trovare qualche azienda o un privato disposto ad assumere. Credo che però cercando meglio, e con un pizzico di fortuna qualcosa possa uscire”

Saresti disposta ad un’esperienza di lavoro all’estero?

Mi piacerebbe fare un’esperienza all’estero, perché significherebbe applicare sul campo ciò che ho studiato. Durante il mio percorso di studi, tra liceo e università ho studiato il francese, l’inglese e il tedesco e stando in quei Paesi ciò mi permetterebbe di imparare molto di più. Fare un’esperienza fuori sarebbe, senza dubbio, un’occasione per crescere professionalmente, ma anche come persona”

Cosa credi ti manchi per trovare lavoro?

“Sicuramente l’esperienza, e la sicurezza che possa derivare da questa si può acquistare solo sul campo. Non credo che mi manchino le capacità, così come la voglia di mettermi alla prova ma, a volte, le difficoltà mi bloccano. La paura di non riuscirle a superare mi spaventa, mi blocca, poi mi volto indietro, vedo tutte le prove superate fino ad ora, e mi convinco che posso farcela”

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NatiPrecari ancor prima di essere un blog di approfondimento ed progetto editoriale è un dialogo. Un dialogo costante ed in continuo divenire su un mondo, quello del lavoro, all'interno del quale la precarietà (così come il caos) la fa ormai da padrone. Ed è proprio per la costante evoluzione di questo mondo e dei suoi protagonisti, i giovani, che ogni parola, ogni voce, ogni singola storia che noi raccogliamo ha il dovere, oltre che l'obiettivo primario, di portare alla luce questa condizione che è sotto gli occhi di tutti ma che, nonostante ciò, fatica ancora ad essere presa in reale considerazione. Ebbene sì, siamo Nati Precari ma non molliamo la presa! La speranza è di riuscire a mettere a frutto i nostri anni di studio, le nostre inclinazioni, le nostre esperienze, le nostre competenze, e a realizzare i nostri sogni. Come quello di avere un lavoro degno di essere definito tale!

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