Quanto ancora deve durare “un attimo” per i precari del Cnr?

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Quanto tempo serve per firmare un documento? Un battito di ciglia? Un attimo? Giusto il tempo di apporre una firma. Eppure a volte, un passaggio così semplice e banale, diventa – soprattutto in Italia – farraginosamente e burocraticamente infinito.

Manifestare per chiedere l’adempimento di un diritto è la norma in Italia. Il solito paradosso che, senza troppe eccezioni, continua a perpetrarsi come è successo oggi. Anche oggi, anche questa volta, i precari del Cnr hanno fatto sentire al propria voce. Un’altra manifestazione. l’ennesima di una lunga serie. Eppure, tantissimi lavoratori precari erano lì, nella capitale, anche stamattina nella speranza che il governo uscente adempisse a quell’impegno di stabilizzazione preso già diverso tempo.

Per i precari del Cnr e degli enti di ricerca nazionale, un attimo – quello di una firma – dura dal mese di dicembre. In un attimo succedono molte cose, alcune belle come una nascita, un bacio o una foto al tramonto, altre brutte come un incidente. Ed è in quell’attimo, così tanto atteso, che risiedono i sogni e le speranze di tantissimi lavoratori.

Ma cos’è successo a dicembre?

Ricapitolando: il decreto Madia c’è. I criteri che specifichino la legge pure. I decreti per i fondi nella legge di bilancio, anche. Ma mancano le firme dei ministri al Dpcm – il decreto del presidente del consiglio dei ministri -, la cui attuazione andrebbe immediatamente  a sbloccare le risorse per la stabilizzazione dei precari della ricerca.  Volendo esemplificare il tutto potremmo fare un paragone con un matrimonio in cui tutto è pronto, gli invitati sono in chiesa e lo sposo è davanti all’altare ma… manca ancora la sposa. E senza di lei, si sa, le nozze sono incomplete.

Per quanto riguarda lo stanziamento dei fondi da parte del Governo, questo sarà affiancato da un cofinanziamento pari ad almeno il 50% con i fondi interni al Cnr. Per la stabilizzazione di tutti gli aventi diritto servirebbero circa 120 milioni di euro. Il Governo è pronto a mettere 40 milioni, nel triennio 2018-2020. Con gli eventuali 60 milioni di euro totali si potrebbero quindi stabilizzare metà dei precari, ciò già sarebbe un enorme passo in avanti rispetto alla stasi di questi mesi.

Fin quando il DPCM non sarà effettivo e sarà stabilito quanti milioni di euro spettano al Cnr, il Presidente Massimo Inguscio non concederà il cofinanziamento di circa 20 mila euro. “I precari stanno cercando di spingere il Presidente a concedere un cofinanziamento pari al 100% dei fondi del Governo, così da arrivare a 80 milioni di euro. Solo in questo modo, si potrebbe giungere ad una stabilizzazione di gran parte degli aventi diritto”, afferma Luca Mauro, membro dei Precari Uniti Cnr.

E se il nuovo governo non fosse in linea con quanto stabilito precedentemente?

“Non dovrebbe sorgere alcun problema”, spiega  Mauro. “Il Decreto poi – diventato Legge Madia – è stato votato da tutte le forze politiche“.

E dunque, quanto dura “un attimo” per i precari del Cnr? Per il momento, ancora un’infinità!

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NatiPrecari ancor prima di essere un blog di approfondimento ed progetto editoriale è un dialogo. Un dialogo costante ed in continuo divenire su un mondo, quello del lavoro, all'interno del quale la precarietà (così come il caos) la fa ormai da padrone. Ed è proprio per la costante evoluzione di questo mondo e dei suoi protagonisti, i giovani, che ogni parola, ogni voce, ogni singola storia che noi raccogliamo ha il dovere, oltre che l'obiettivo primario, di portare alla luce questa condizione che è sotto gli occhi di tutti ma che, nonostante ciò, fatica ancora ad essere presa in reale considerazione. Ebbene sì, siamo Nati Precari ma non molliamo la presa! La speranza è di riuscire a mettere a frutto i nostri anni di studio, le nostre inclinazioni, le nostre esperienze, le nostre competenze, e a realizzare i nostri sogni. Come quello di avere un lavoro degno di essere definito tale!

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