La Ricerca chiama, ma il Governo non risponde

A.A.A. cercasi finanziamenti per la Ricerca. Con la Finanziaria ormai in via di approvazione, si vanno a delineare sempre più gli aspetti economici della manovra. E sulla base delle prime indiscrezioni trapelate, sembra proprio che per questo Natale il buon vecchio Babbo non porterà doni alla cara e tanto bistrattata Ricerca Italiana.

Se le specificazioni in merito al Decreto Madia avevano fatto tirare un sospiro di sollievo ai precari del Cnr, le notizie che arrivano dal Parlamento iniziano a destabilizzare l’ambiente. La somma messa a disposizione per la stabilizzazione dei precari dovrebbe aggirarsi sui 60 milioni di euro. Di questi, 10 milioni verrebbero messi a disposizione  nel 2018, i restanti 50 milioni nel 2019.

Tali stanziamenti dovrebbero riguardare tutti gli enti di ricerca: questi ultimi dovranno, però, concorrere economicamente al processo di stabilizzazione degli stessi ricercatori, investendo almeno il 50% dei propri fondi per ciascun precario. Attraverso questo cofinanziamento, circa 420 unità verrebbero assunte nel 2018, mentre nel 2019, con la norma a pieno regime, sarebbero circa 1.750 i precari assunti a tempo indeterminato.

l problema vero sta nei numeri. In particolar modo in quello dei precari della Ricerca. Il solo Cnr, infatti, conterebbe circa 3.000 unità – tra personale flessibile e strutturato –  aventi diritto alla tanto agognata stabilizzazione, sancita dal Decreto Madia. Secondo le previsioni, sarebbero 2.170 i ricercatori che verrebbero assunti entro il 2019, ma rappresenterebbero comunque una minima parte rispetto al mare magnum di precari, presenti in tutti gli enti di Ricerca. Fatta eccezione per il Crea – Consiglio per la Ricerca in Agricoltura e l’Analisi dell’Economia Agraria – , che avrà finanziamenti distaccati.

I dubbi restano. Fin tanto che la Legge di Bilancio non verrà approvata e la stabilizzazione garantita, la mobilitazione dei precari del Cnr continuerà. Attualmente, sono diverse le sedi del Cnr occupate dai propri ricercatori.

 

 

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NatiPrecari ancor prima di essere un blog di approfondimento ed progetto editoriale è un dialogo. Un dialogo costante ed in continuo divenire su un mondo, quello del lavoro, all'interno del quale la precarietà (così come il caos) la fa ormai da padrone. Ed è proprio per la costante evoluzione di questo mondo e dei suoi protagonisti, i giovani, che ogni parola, ogni voce, ogni singola storia che noi raccogliamo ha il dovere, oltre che l'obiettivo primario, di portare alla luce questa condizione che è sotto gli occhi di tutti ma che, nonostante ciò, fatica ancora ad essere presa in reale considerazione. Ebbene sì, siamo Nati Precari ma non molliamo la presa! La speranza è di riuscire a mettere a frutto i nostri anni di studio, le nostre inclinazioni, le nostre esperienze, le nostre competenze, e a realizzare i nostri sogni. Come quello di avere un lavoro degno di essere definito tale!

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