Il caldo venerdì dei precari della giustizia

È stato un caldo venerdì quello che si è vissuto nelle aule dei tribunali. Non è stata solo l’afa a rendere rosso il prossimo venerdì sul calendario, ma ci hanno pensato anche i precari della giustizia che il oggi sono scesi in piazza per protestare contro il loro precariato. Nei corridoi degli uffici dei tribunali, secondo i dati forniteci dalla “Fb Ggil giustizia”, hanno camminato un esercito che si aggira intorno alle 2mila, 2mila e 500 precari, frutti di accordi intercorsi sia a livello regionale che a livello nazionale. Per questo esercito di fantasmi poco e nulla è stato fatto. Il precedente Governo, infatti, aveva stabilito che costoro avessero un titolo di preferenza, nel caso avessero passato la selezione di un concorso pubblico, briciole rispetto al sogno di un lavoro a tempo indeterminato.

Anche il governo giallo verde ha emesso da qualche giorno il Decreto sicurezza bis, dove viene legiferata l’assunzione a tempo determinato di circa 800 persone per riuscire a smaltire le pratiche nei tribunali. Ma è questa una soluzione definitiva?

Il problema parte dal dato che per sbrigare le pratiche all’interno degli uffici giudiziali c’era bisogno di manodopera e la forma contrattuale più veloce e snella per riuscire ad avere personale era quella dell’assunzione tramite tirocinio extracurriculare. Questo strategemma fu usato per la prima volta dalla regione Lazio, successivamente vedendo la bontà del progetto fu lo stesso Ministero della giustizia ad emanare un bando per l’assunzione, tramite tirocinio, di circa 1500 unità, a ruota poi seguirono le diverse regioni.

A livello legale non si può essere avere un incarico pubblico senza prima passare per un concorso, questo l’ostacolo per gli oltre 2mila precari. Il problema di base è la forma di assunzione, il tirocinio formativo, non essendo, a tutti gli effetti un rapporto di lavoro, ha fatto sì che non maturassero nei confronti dei precari nessun titolo preferenziale o rapporto di lavoro pregresso. A livello legale poca e nulla è possibile per costoro, infatti, pende su di loro la spada del concorso pubblico.Per coloro che hanno poca confidenza con il mondo legislativo, la situazione dei precari della giustizia è pari a quella di un qualsiasi ragazzo appena laureato. Il loro lavoro non è servito né a maturare gli anni per il pensionamento né per avere qualche garanzia per una futura assunzione.

Si riuscirà mai a risolvere la questione ai posteri l’ardua sentenza…

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NatiPrecari ancor prima di essere un blog di approfondimento ed progetto editoriale è un dialogo. Un dialogo costante ed in continuo divenire su un mondo, quello del lavoro, all'interno del quale la precarietà (così come il caos) la fa ormai da padrone. Ed è proprio per la costante evoluzione di questo mondo e dei suoi protagonisti, i giovani, che ogni parola, ogni voce, ogni singola storia che noi raccogliamo ha il dovere, oltre che l'obiettivo primario, di portare alla luce questa condizione che è sotto gli occhi di tutti ma che, nonostante ciò, fatica ancora ad essere presa in reale considerazione. Ebbene sì, siamo Nati Precari ma non molliamo la presa! La speranza è di riuscire a mettere a frutto i nostri anni di studio, le nostre inclinazioni, le nostre esperienze, le nostre competenze, e a realizzare i nostri sogni. Come quello di avere un lavoro degno di essere definito tale!

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