Gioie e dolori dei colloqui: il mondo del lavoro attraverso gli occhi del recruiter

Il Recruiter, o Addetto alla Ricerca e Selezione del Personale, rappresenta una figura fondamentale per il mercato del lavoro e l’ambito delle Risorse Umane. Si tratta, infatti, di una figura che oltre ad avere una buona conoscenza del mondo del lavoro, così come delle dinamiche di domanda-offerta e delle diverse tipologie di forme contrattuali, deve possedere anche una conoscenza approfondita delle procedure di selezione e ricerca del personale e delle modalità di svolgimento di un colloquio.

Nel frattempo le nuove tecnologie, e in particolar i social media, hanno in parte rivoluzionato la figura stessa del recruiter, così come i processi di selezione del personale. Per avere un quadro più chiaro e dettagliato della situazione, abbiamo deciso di fare quattro chiacchiere con Domenico Marzano, recruiter esterno di IQM, agenzia di selezione e formazione.

Quali sono le figure che ricercate maggiormente?

Le maggiori figure ricercate riguardano professioni amministrative/contabili e quelle che si occupano di consulenza aziendale e lavorativa“.

Quali sono gli strumenti tramite cui riuscite ad intercettare maggiormente i candidati?

Gli strumenti principali sono i canali digitali classici quali i portali di offerta/domanda come Infojobs, Monster, ecc… Ma ad oggi il contatto diretto tramite LinkedIn è in forte crescita“.

Quali sono gli errori, che i giovani, commettono maggiormente ad un colloquio?

“Più che errori, parlerei di mancanze vere e proprie. A volte capita che i candidati non si presentino neppure in sede di colloquio, o vengano accompagnati, o ancora peggio decidano di ritirarsi senza un palesare alcun motivo valido, persino il giorno stesso del colloquio. In altri casi, invece, capita che si presentino all’appuntamento con superficialità, mostrandosi assolutamente estranei rispetto alla realtà e alla posizione per la quale si sta concorrendo“.

Quale consiglio si sentirebbe di dare ad un ragazzo che cerca lavoro?

Il principale consiglio che mi sento di dare è quello di darsi un obbiettivo preciso nella vita, concentrandosi su quello che realmente si vuole fare! Candidarsi per posizioni anche molto lontane dalle proprie aspettative, esperienze e competenze, è un inutile spreco di tempo. Piuttosto, meglio porsi un obiettivo, e una volta definito, cercare di migliorarsi e di eccellere nel proprio campo. Inoltre, se si inviano candidature a raffica, consiglierei di tenere sempre un registro delle candidature inviate, per evitare inutili confusioni. Molto importante, è avere ben chiara in mente la realtà per cui ci si candida ed, eventualmente, arrivare preparati all’incontro, facendo anche qualche ricerca sul contesto aziendale. Ma la cosa più importante, soprattutto durante un colloquio, è essere sempre se stessi, mostrandosi sin da subito spontanei e veri“.

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