È davvero così vicina la svolta per i riders italiani? Per ora, una firma c’è

Con l’accordo raggiunto tra JustEat e i sindacati, FILT CGIL, FIT-CISL e UIL Trasporti , il primo accordo collettivo per i riders è sempre più vicino. La base di partenza per il contratto è il CCNL del settore Logistica, Trasporto, Merci e Spedizioni e sarà applicato a tutti i riders dipendenti.

Saranno quattro i punti riferimento da cui partire per la stesura del nuovo contratto: sostenibilità, flessibilità, semplicità e responsabilità.

Il nuovo contratto garantirà ai riders le tutele tipiche del lavoro subordinato – previdenza, sicurezza sul lavoro, le ferie, i diritti sindacali ecc- e  si adatterà alle esigenze del lavoratore con la possibilità di adottare orari flessibili, prevedendo procedure organizzative più semplici tramite l’uso di tecnologie digitali, prevedendo infine forme di tutela aggiuntive, come le coperture assicurative aggiuntive.

La paga oraria sarà molto vicina a quella che è stata più volte invocata dai rider, inoltre saranno previste diverse voci che permetteranno di aumentare lo stipendio mensile come ad esempio il lavoro supplementare, straordinario, festivo o notturno.

Novità ci saranno anche per quanto riguarda i rimborsi, infatti, saranno previsti nel caso in cui venga utilizzato un mezzo proprio per le consegne. Un traguardo significativo è sicuramente quello dei Dpi – dispositivi per la protezione individuale – questi saranno forniti dal datore di lavoro, che dovrà mettere a disposizione del rider i caschi e gli indumenti ad alta visibilità. Sarà in ultimo fornita un’assicurazione nel caso in cui si verifichi un grave incidente sul lavoro.

Questo è solo un primo passo verso la stipula di un contratto collettivo nazionale dei riders, poiché è solo una piattaforma di food delivery ad aver firmato l’accordo, la speranza è che anche le altre la seguano.

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NatiPrecari ancor prima di essere un blog di approfondimento ed progetto editoriale è un dialogo. Un dialogo costante ed in continuo divenire su un mondo, quello del lavoro, all'interno del quale la precarietà (così come il caos) la fa ormai da padrone. Ed è proprio per la costante evoluzione di questo mondo e dei suoi protagonisti, i giovani, che ogni parola, ogni voce, ogni singola storia che noi raccogliamo ha il dovere, oltre che l'obiettivo primario, di portare alla luce questa condizione che è sotto gli occhi di tutti ma che, nonostante ciò, fatica ancora ad essere presa in reale considerazione. Ebbene sì, siamo Nati Precari ma non molliamo la presa! La speranza è di riuscire a mettere a frutto i nostri anni di studio, le nostre inclinazioni, le nostre esperienze, le nostre competenze, e a realizzare i nostri sogni. Come quello di avere un lavoro degno di essere definito tale!

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